Associazione Insegnanti Linguaggio Cinetelevisivo >Bambini davanti e dietro la cinepresa

I bambini e l'immagine

Progetto di sperimentazione sugli aspetti della rappresentazione visiva nei bambini dai sei ai dieci anni.

articolazione del progetto

1° anno

- Cosa percepiscono i bambini intorno a loro?
E’ l’avvio della nostra ricerca. I bambini, attraverso tecniche diverse (colloqui, rappresentazioni tramite disegno, mimica ove si tratti di comportamenti osservati), vengono sollecitati a mettere in evidenza quanto colpisce la loro attenzione. Cerchiamo di verificare la memorizzazione e il recupero di immagini così come esse si sono stabilizzate nella mente dei bambini. Dialoghiamo con i bambini per indagare il legame tra il soggetto rappresentato e il riferimento oggettivo che ha determinato l’attenzione. Effettuiamo riscontri perchè il bambino ritorni all’origine del processo.

- Esiste un modo per fissare su un supporto le immagini che raccogliamo con gli occhi?
Spieghiamo in modo essenziale e semplice come funziona la visione, chiarendo la relazione tra luce, realtà, organo della vista. Questo ci permette di inquadrare come è nata la fotografia. Ripercorriamo attraverso una serie di esperienze il cammino che porta dalla camera oscura al dagherrotipo. In relazione a quanto svolto nel 1° livello chiediamo ai bambini di riprendere con macchine fotografiche compatte quanto hanno messo prima in evidenza come risultato della loro osservazione. Lavoriamo sulla differenza tra quanto risulta sulla foto e quanto risultava dalla visione diretta. Non affrontiamo le tecniche di ripresa, ma osserviamo con il bambino quanto di suo può aver messo nella realizzazione fotografica, in particolar modo la dimensione prodotta del soggetto inquadrato e l'insieme di elementi presenti nell'inquadratura.

2° anno

- La realtà può apparire diversa secondo il modo in cui la osserviamo?
In questa fase i bambini vengono impegnati con la macchina fotografica su soggetti indicati ed orientati a personalizzare l’immagine ( scelta del punto di vista, degli elementi da mettere in risalto ecc.) Li aiutiamo a superare i luoghi comuni propri agli stereotipi e li provochiamo nelle loro abitudini visive esortandoli a scoprire angolazioni inconsuete

- Possono i bambini usare la macchina fotografica per conoscersi tra loro?
L’argomento che proponiamo è la descrizione di un proprio compagno a scelta. Il “cosa intendo far vedere del mio compagno” è anche “come io vedo il mio compagno”. Ciascun bambino deve realizzare un certo numero di foto del suo compagno, assumendo senza volerlo comportamenti consoni ad una “presunzione di regia”. Utilizziamo questo esperimento per segnalare alcuni aspetti della resa fotografica. Portiamo l’attenzione sulla illuminazione e sul colore. Una volta realizzata la sequenza fotografica, esaminiamo il lavoro con il bambino autore e valutiamo se ci soddisfa l’immagine che risulta del nostro compagno.

3° anno

- Esiste uno spazio visivo nella rappresentazione che differisce dallo spazio della realtà?
Introduciamo come mezzo la telecamera, che posizioniamo secondo determinate angolazioni dando priorità in questa fase all’immagine fissa. Indichiamo alcune possibilità fornite dal mezzo, in particolare l’effetto dello zoom di poter ingrandire o rimpicciolire i soggetti ripresi.
Il nostro obiettivo risiede nel comunicare il concetto di spazio. Lo zoom è dunque funzionale perchè permette di ridurre o ampliare lo spazio entro cui si situa il soggetto rappresentato.
Una volta predisposta la telecamera , alcuni bambini sviluppano un’azione, altri osservano su un monitor. Valutiamo le diverse registrazioni finche riteniamo insieme ai bambini che lo spazio scelto per l’inquadratura ci ha permesso di rendere efficacemente l’evento descritto.

- Possono i bambini creare le premesse di un racconto per immagini?
Lavoriamo in questa fase sul concetto di tempo. Vivere un'azione o mostrarla non è la stessa cosa. Utilizziamo la tecnica della scomposizione di un evento per formare ancora una volta una disposizione mentale funzionale. Incentriamo l'esperienza a partire da avvenimenti semplici legati ai vissuti quotidiani. Secondo questa tecnica i bambini apprendono a suddividere un avvenimento -delimitato nel tempo - in tanti momenti costitutivi individuando il loro rapporto logico consequenziale, o in altri termini il legame strutturale. Avvenuto questo , il bambino riprende con la telecamera ciascun momento con inquadrature fisse ed effettuando un specie di montaggio in macchina. In questa fase del nostro lavoro , per la prima volta, iniziamo a prendere in esame alcune sequenze di film (avviamo il discorso sulla fruizione) perchè i bambini possano confrontare quanto maturato nella loro ricerca di un "pensiero per immagini" con l'opera audiovisiva quale prodotto del nostro tempo.

4° e 5° anno

La sperimentazione qui descritta per i primi tre anni del ciclo elementare ha una sua autonomia ed unità. I successivi due anni prevedono livelli più complessi perseguibili sulla base di una attenta valutazione dei risultati ottenuti nelle fasi sopra descritte.

 

La tenuta dei corsi va discussa nelle singole situazioni in base alle risorse logistiche e strumentali dei soggetti richiedenti, anche per piccoli gruppi di utenti.


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