Associazione Insegnanti Linguaggio Cinetelevisivo > Bambini davanti e dietro la cinepresa

mito e immaginario infantile

Progetto di formazione-sperimentazione assistita per insegnanti e alunni della scuola elementare

Una delle forme più antiche di narrazione è la leggenda.
Fatti e personaggi, sia immaginari, sia storici, sono portati in un quadro fantastico dove gli eventi e il comportamento dei diversi soggetti assumono una veste di eccezionalità.
Il carattere eroico e straordinario delle imprese raccontate acquista lungo secoli e millenni, tramite le diverse narrazioni e le ridondanze della memoria, un risalto tale da investire la cultura di un popolo o anche dell’intera umanità. Così si produce e si struttura il mito...

Un’ampia base di ascolto per questi racconti si trova nel mondo infantile.
I bambini e le bambine sviluppano il loro primo approccio con la storia collocando i fatti in una dimensione ancora atemporale e vivono le leggende come parte costitutiva non solo del farsi del mondo ma anche del modo di raccontare questo farsi.
Si avvicinano quindi ad una modalità di espressione del pensiero.
Essi sostanziano questa modalità, lavorando sul loro quotidiano….

Impostazione e obiettivi

Alla base di questo progetto risiede l’ipotesi che il mito possa esser proposto ai bambini rendendoli man mano consapevoli del dettato immaginario che la cultura adulta nel corso dei secoli ha proposto all’ “uomo-bambino” per attutire l’impatto che misteri inestricabili e spinte irrealizzabili causavano sull’equilibrio dell’umanità.
Attraverso il pensiero mitico si può percorrere la storia dell’umanità, nei diversi contesti geo-politici, le sue evoluzioni, le sue stasi, le sue possibili involuzioni e raccontarla nelle linee essenziali ai bambini, così da arrivare ad oggi….

Seguiremo il bambino lungo un suo percorso. Attraverso diverse occasioni e tecniche di seguito delineate egli sarà portato ad oggettivizzare la sua attesa di un mondo che ospiti lo straordinario.
La sua produzione di forme rappresentanti l’immaginario descriverà una metafora delle sue potenzialità, come d’altronde la sua produzione di sogni gli permette di poter vivere l’incredibile…

In questo progetto il cinema assume una funzione precipua. Esso materializza l’inverosimile, lo rende credibile e lo concede quale specchio di un immaginario che ha bisogno anch’esso di proiettarsi al di fuori….
L’analisi del linguaggio filmico svelerà ai bambini da una parte i facili effetti speciali ingannatori, dall’altra come la potenza della poesia sia in grado di rendere ciò che é impossibile con un volo di creatività senza necessariamente affidarsi a trucchi dispendiosi e complessi.

articolazione del progetto

1ª fase

L’insegnante legge uno o più miti dell’antichità, richiamabili ad un discorso sui poteri straordinari.
In particolare si propone di trattare Le dodici fatiche di Eracle, che consentono di percorrere un’ampia gamma di prove (tensioni-desideri -paure) cui è sottoposto l’uomo e di risposte-confronto con le forze della natura, con i misteri della vita e l’imponderabile.
Al femminile attraverso le figure di Circe e la sorella Medea si possono affrontare versanti dell’animo della donna, quali la relazione tra l’amore, il desiderio non soddisfatto , l’ambiguità maschile, la propria negazione, il ricorso alla magia (fascinazione, mancata corrispondenza, vendetta).
Anche tramite il mito di Psiche ci si può immergere nell’universo femminile…..
L’insegnante raccoglie dai bambini/e le loro reazioni e considerazioni. Fornisce loro alcune conoscenze sul contesto che ha dato origine al mito.
Dalla comunicazione interpersonale dei bambini/e con l’insegnante in base al linguaggio verbale, ci si sposta su un primo livello di mediatizzazione tramite la scrittura, il disegno, la rappresentazione teatrale, l’espressione musicale, il linguaggio del corpo (mimo e danza).
Primo intervento del video, cui chiediamo di registrare secondo il punto di vista dei bambini (la camera è manovrata da loro) le diverse attività.
Primo intervento degli esperti, docenti di linguaggio cinetelevisivo e docenti competenti delle elementari, che iniziano ad interpretare secondo codici specifici le riprese e li rendono espliciti ai bambini. Non ci si sofferma al momento sulla costruzione dell’inquadratura, portando l’attenzione solo su ciò che vi è contenuto.
Questi codici riguardano la gestualità, il movimento del corpo nello spazio, le scelte nell’abbigliamento e le modalità nell’acconciarsi, le forme linguistiche dell’espressione verbale, i codici prosodici attinenti, la consapevolezza dello spazio in cui si svolge l’azione: codici ambientali e architettonici; la disposizione degli oggetti e la funzione assegnata loro, i rapporti spaziali che si determinano tra i soggetti impegnati: codici prossenici.
In questa prima fase è significativo un processo di relativizzazione, in quanto lo stesso mito viene visto e risolto secondo diversi approcci .
I bambini scoprono il proprio punto di vista; il divino e il meraviglioso presente nel mito diviene parte di una affabulazione come esigenza dell’uomo di narrare storie per rappresentare il mondo. Il bambino/a si accosta a questa pratica antica raccontando a sua volta le sue storie.

2ª fase

Si propongono ai bambini brani tratti da film, o altre opere audiovisive, che investano i miti raccontati, discussi, e interpretati.
Accanto ai riferimenti filmici spazieremo su varie altre sollecitazioni ricavate dal grande patrimonio di immagini che ha prodotto l’immaginario sui “poteri straordinari”….

In questa fase i bambini/e affrontano problemi di relazione tra la propria suggestione del mito e le mediazioni spettacolari-culturali della sua messa in scena. La esemplificazione in immagini del mito li porta ad interrogarsi sulla corrispondenza-credibilità tra quanto vedono e quanto produce e ha prodotto la loro immaginazione.
Insieme con i docenti valutano questa esperienza. Propongono una loro lettura dei brani visti, che viene ripresa con la telecamera.
I materiali costituiti da questi “interventi”, da brani di film e dalle immagini delle riprese effettuate nella prima fase, vengono articolati mediante montaggio (spiegato nella sua logica costruttiva ai bambini/e ) e permettono una padronanza formale di un processo di concettualizzazione in atto, dove logos e mythos si compenetrano a vicenda.

3ª fase

In questa fase deve imporsi l’affermazione della parzialità come manipolazione e sintesi da parte dei bambini/e degli elementi visivi in movimento caotico sul loro schermo interiore.
Passiamo dalla ricezione dei miti dell’antichità alla ricerca dei miti moderni.
Anche in questo caso utilizziamo alcuni film , ma l’argomento è strettamente legato alle problematiche contemporanee e agli elementi di forte attrazione e presenza nell’immaginario attuale. I film sono scelti fra opere recenti…..
Lungo questo tratto del lavoro inviteremo i bambini/e a scrivere uno o più soggetti per brevi video che portino allo scoperto le loro avventure fantastiche. Li aiutiamo nel trovare, tramite la scrittura pre-filmica, una rispondenza alle loro visioni e suggestioni .
Gli esperti di cinema inquadreranno l’impegno dei bambini con compiti di orientamento nella fase letteraria della costruzione filmica.
Uno di questi soggetti verrà ripreso con videocamera.
Da questa realizzazione, tentativo di traduzione in immagini dei propri miti , trarremo elementi di riflessione e prime deduzioni sulle intromissioni delle immagini esterne nei processi di immaginazione del bambino/a e sulla produzione di mondi paralleli che sorregono il bambino nel definire i recinti di un proprio spazio di autonomia.

 

La tenuta dei corsi va discussa nelle singole situazioni in base alle risorse logistiche e strumentali dei soggetti richiedenti, anche per piccoli gruppi di utenti.


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