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Lo sguardo dell'altro

L'incontro delle culture e il rispetto delle differenze

 

“Nessun uomo è un’isola” ha scritto il poeta inglese J. Donne.
Ogni individuo, nel mondo delle interdipendenze, è influenzato e condizionato dai comportamenti degli altri. Non è più possibile prescindere da questa considerazione generale. Viviamo in una società multiculturale, ovvero, in una società in cui differenti culture coesistono l’una a fianco dell’altra, in uno stesso scorcio temporale e in uno stesso territorio; una società che interconnette, mette in relazione tutte le parti del pianeta, tutti gli uomini e le donne di questa terra.


Eppure, nonostante ciò, non esistono ancora modalità effettive di interazione tra una cultura e l’altra, tra un’etnia e l’altra, tra un uomo ed un altro uomo. Non esiste, dunque, una società interculturale, possibile soltanto, quando si permetterà realmente ai soggetti di agire, di muoversi e di fare nel rispetto delle diverse appartenenze; soltanto allorché si adotteranno provvedimenti che investano tutti gli aspetti della vita sociale e culturale, a partire dall’uguaglianza formale dei diritti e la non imposizione di modelli e comportamenti a valenza generale, validi e in qualche modo obbligatori per tutti.


Da una società multiculturale verso una società interculturale, dove, all’assimilazione e alla coesistenza, si sostituisca un modello di convivenza, di integrazione interattiva, che coinvolga autoctoni e nuovi arrivati attraverso una logica di relazione e di scambio in un mutuo processo trasformativo. Un mondo capace di tanti mondi.
Una società in cui il problema non sarà più quello del mantenimento delle culture, quanto piuttosto quello della loro evoluzione.


Partendo da questa premessa ci rendiamo conto che la scuola, come luogo possibile di incontro di culture diverse e, altresì, luogo di formazione delle coscienze, quasi mai risponde alla sua funzione pedagogica in maniera adeguata, poiché i contenuti culturali dei programmi scolastici quasi mai tengono conto della prospettiva interculturale, essendo, ancora oggi, fortemente etnocentrici e alimentando così quei pregiudizi che invece dovrebbero estirpare.

Il cinema contemporaneo, invece, ci sembra investito da questa problematica. Desideroso di esplorare quei luoghi, quei contesti sociali, politici e culturali in cui si generano l’odio, l’ostilità e l’intolleranza, questo cinema ci mostra i conflitti che nascono dalle “convivenze sbagliate” sottolineando, appunto, come nella società attuale ad una dimensione multiculturale non corrisponda affatto un atteggiamento interculturale.

Questo cinema costituisce un percorso privilegiato di conoscenza dell’altro, sollecitando, di conseguenza, una riflessione su noi stessi, su chi realmente siamo. Su NoiAltri, ovvero su quell’Altro da scoprire, che, in realtà, è dentro di noi.

Prenderemo in esame sei film, appartenenti a diverse cinematografie e a diversi contesti geopolitici, e in cui i conflitti – religiosi, etnici, culturali - appaiano particolarmente evidenti. Ogni film sarà inquadrato storicamente, socialmente e culturalmente, e la città, come sovrapporsi di tempi, di modi di essere, di etnie, di religioni, di linguaggi, di condizioni sociali, come mosaico di culture diverse, sarà il luogo privilegiato della nostra analisi.

New York, Parigi, Liegi, Roma, Londra, Beirut …il mondo intero.
Che cosa hanno in comune città così diverse e così distanti?
Contraddizioni sociali, etniche, religiose e culturali; intolleranza, razzismo, emarginazione, violenza, discriminazione, rabbia, odio, dolore, sofferenza.

I film che abbiamo preso in considerazione ci sembrano particolarmente indicativi per portare avanti il nostro discorso, poiché vi è in tutti una particolare attenzione all’ambiente e a tutto ciò che ruota attorno ai personaggi. Vi è da parte dei registi la necessità morale di considerare le ragioni che determinano i loro comportamenti, di svelare cioè, che ogni individuo altro non è che ciò che la società di volta in volta gli chiede di essere: un emarginato, uno xenofobo o uno straniero.
Una verità che per quanto semplice e banale troppo spesso viene dimenticata.


Fa’ la cosa giusta di Spike Lee (USA 1989)

New York City è città cosmopolita per eccellenza dove coesistono insieme, ma separatamente, diversi gruppi etnici, e Brooklyn, con il suo ghetto nero di Bedford Stuyvesant, è il teatro di un violento scontro tra la comunità nera e gli italianoamericani.

L’odio di Mathieu Kassovitz (Francia 1995)

Estrema periferia di Parigi: è il luogo da cui provengono i tre giovani arrabbiati del film: un ebreo, un arabo e un africano, che nel giro di 24 ore tireranno fuori tutto il loro odio.

La promessa di Jean-Luc e Jean-Pierre Dardenne (Belgio/Fr./Tun./Luss.1996)

Liegi è la città simbolo della società occidentale, urbana, ricca e industrializzata e dove il giovane protagonista acquista coscienza e impara a vedere con i propri occhi.

Terra di mezzo di Mirco Garrone (Italia 1996)

Roma è il set privilegiato per raccontare l’esistenza di coloro che quotidianamente si affannano per sopravvivere ai margini delle nostre città.

Mio figlio il fanatico di Udayan Prasad (GB 1998)

Gran Bretagna: è qui che il giovane pachistano, protagonista del racconto, sceglie il fondamentalismo islamico per salvaguardare la propria identità originaria.

West Beyrout di Ziad Douer (Libano 1999)

Beirut 13 aprile 1975 scoppia la guerra civile libanese: il conflitto religioso tra cristiani e musulmani è lo sfondo in cui si muovono i giovani protagonisti pedinati tra le rovine di questa città sofferente.

Un bacio appassionato di Ken Loach ( GB-Bel-It- Sp-Ger 2004)

Tradizioni familiari, religiose e culturali condizionano e incrinano il rapporto tra un pakistano musulmano e una scozzese cattolica.

Babel di Alejandro Gonzales Inarritu (USA 2006)

Fatti e coincidenze, piccoli e grandi, legano realtà del mondo e profili umani molto lontani apparentemente tra loro.

Piano del corso

Gli incontri relativi ai film sono così articolati:
• visione del film
• inquadramento generale del contesto sociale, politico, culturale preso in considerazione dal film
• analisi strutturale del film
Ambiente:
analisi del contesto entro cui si muovono i personaggi e cause (culturali, etniche, religiose, politiche ...) generanti i conflitti.
Personaggi:
analisi dei comportamenti e dell’itinerario interiore dei personaggi.
Il punto di vista dei personaggi.
Eventi:
azioni e avvenimenti.
Modi di comunicazione tra l’emittente e il ricettore, ovvero tra l’autore e lo spettatore:
il punto di vista dell’autore e il punto di vista dello spettatore
analisi dei modi di produzione di significati e di sentimenti, poiché il film chiede di essere inteso, quanto di essere vissuto.

 

La tenuta dei corsi va discussa nelle singole situazioni in base alle risorse logistiche e strumentali dei soggetti richiedenti, anche per piccoli gruppi di utenti.


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